In azienda le password non sono un dettaglio tecnico.
Sono una chiave di accesso ai processi, ai dati e alla continuità operativa.
Nel lavoro di tutti i giorni, una singola credenziale può aprire più porte di quanto si immagini.
Negli ultimi mesi, diverse campagne di phishing in Italia hanno mostrato con chiarezza come avviene oggi il furto di credenziali: messaggi credibili che spingono le persone ad inserire le proprie password nel posto sbagliato.
Conoscere questi casi reali è molto importante per sapere come costruire password sicure e una gestione degli accessi adatta a un contesto aziendale.
E questo è il punto giusto da cui partire.
Perché le aziende sono un bersaglio ideale
Le campagne segnalate dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sfruttano temi comuni e plausibili:
- presunte violazioni del Codice della Strada;
- avvisi di account Facebook bloccati;
- comunicazioni a nome PayPal per transazioni sospette.
A prima vista sembrano messaggi generici.
In realtà, sono costruiti per colpire contesti aziendali reali.
Per un’azienda questi messaggi non colpiscono solo il singolo dipendente.
Colpiscono ruoli, account condivisi, caselle email, accessi con privilegi.
È qui che molte aziende si rendono conto, troppo tardi, di quanti accessi abbiano davvero.
Il phishing come contesto (non come obiettivo)
Queste campagne non hanno un fine in sé.
Il phishing è solo la porta d’ingresso.
Il flusso, nella realtà quotidiana, è sempre simile:
- arriva un messaggio credibile
- scatta l’urgenza
- qualcuno clicca per fretta
- e le credenziali finiscono nelle mani sbagliate
Succede più spesso di quanto si voglia ammettere.
Soprattutto quando si lavora di fretta.
L’obiettivo è semplice: entrare con credenziali valide.
Una volta rubata una password aziendale, l’attaccante può:
- accedere ai sistemi come un utente legittimo;
- riutilizzare la credenziale su altri servizi;
- muoversi lateralmente nella rete;
- preparare attacchi successivi.
Tutto parte da una password.
Perché le password restano il punto critico per le PMI
Nelle PMI, e anche in aziende più grandi e strutturate, emergono spesso gli stessi scenari:
- password riutilizzate su più strumenti;
- account condivisi tra più persone;
- credenziali mai cambiate;
- assenza di controlli aggiuntivi.
Il problema non è la mancanza di tecnologia.
È la gestione quotidiana degli accessi.
Nella pratica, quando una password è l’unica barriera, basta inserirla una sola volta nel posto sbagliato per aprire più porte del previsto.
È qui che il rischio smette di essere individuale e diventa aziendale.
Cosa insegnano davvero le campagne di phishing
Da questi casi emergono tre verità scomode:
- l’errore umano è inevitabile;
- la password, da sola, non è sufficiente;
- la sicurezza dipende da abitudini e strumenti, non solo da policy.
Per questo parlare di password sicure senza considerare il phishing sarebbe astratto.
Tuttavia, parlare di phishing senza rivedere la gestione delle password sarebbe inutile.
Sono due facce dello stesso problema.
Ed è spesso questo passaggio che manca nelle aziende.
Come costruire password sicure in azienda (in modo realistico)
Costruire password sicure in azienda significa ridurre l’impatto dell’errore umano, sapendo che prima o poi può accadere.
Regole operative essenziali
In un contesto aziendale, le password dovrebbero essere:
- lunghe e uniche per ogni servizio;
- diverse tra uso personale e lavorativo;
- non condivise, nemmeno internamente;
- aggiornate in caso di incidente o sospetto.
Queste regole funzionano solo se sono sostenibili nel tempo, altrimenti restano solo scritte sulla carta!
Password manager: meno memoria, più sicurezza
I password manager aziendali permettono di:
- generare password robuste;
- evitare il riutilizzo delle credenziali;
- ridurre la dipendenza dalla memoria delle persone;
- non compilare le password su siti falsi.
Nel lavoro quotidiano, intercettano molti tentativi di phishing prima ancora che diventino un problema.
Per molte PMI è lo strumento più efficace senza complicare la vita alle persone.
Autenticazione a più fattori: limitare i danni
Anche con buone password, qualcosa può andare storto.
L’autenticazione a più fattori (MFA) serve proprio a questo: contenere l’incidente.
Se una password viene rubata ma il secondo fattore non è disponibile, l’accesso fallisce.
In azienda dovrebbe essere prioritaria per:
- email aziendali;
- servizi cloud;
- accessi remoti;
- account amministrativi.
È una misura minima di sicurezza.
Password sicure come parte della cultura aziendale
Le campagne di phishing mostrano quanto spesso il punto d’ingresso nei sistemi e nella rete sia una credenziale valida.
Costruire password sicure significa:
- spiegare come avvengono davvero gli attacchi;
- lavorare su casi reali, non su scenari teorici;
- fornire strumenti adeguati;
- creare abitudini condivise.
Un’analisi mirata sugli accessi e sulle abitudini digitali aiuta a capire dove intervenire prima che un incidente lo renda evidente.






